Daniel Pennac, nasce nel 1944 a Casablanca. Figlio di un ufficiale, dopo un’infanzia vissuta in giro per il mondo, tra l’Africa, l’Europa e l’Asia, si stabilisce definitivamente a Parigi, dove vive ancora oggi. Insegnante di lettere in un liceo, il costante e quotidiano confronto con i suoi studenti gli permette di acquisire una particolarissima confidenza con il linguaggio e con l’immaginazione dei ragazzi. Ed è proprio attingendo a questa esperienza che comincia a scrivere racconti per giovani lettori e inizia così, negli anni Ottanta, la sua carriera letteraria. In quel periodo, Pennac scopre di avere una particolare propensione per storie comiche e surreali, anche se ben radicate nelle contraddizioni del nostro tempo, che osserva e descrive con sottile e delicata ironia. Il vero successo arriva negli anni Novanta, con la formidabile tetralogia di Belleville. Quattro romanzi – Au Bonheur des ogres, La Fée carabine, La petite marchande de prose, Monsieur Malaussène – ambientati nel magico quartiere parigino di Belleville, crocevia di immigrati, suore, malavitosi di buon cuore e prostitute, e incentrati sul personaggio di Benjamin Malaussène, di professione capro espiatorio, e relativa famiglia. Il quarto di questi romanzi avrebbe dovuto chiudere il ciclo, ma la saga dei Malaussène ha ispirato in seguito altri due testi, che Pennac ha pubblicato a puntate sui giornali e il : rispettivamente Des Chrétiens et des maures e Aux fruits de la passion. Dopo l’uscita del fortunato Messieurs les enfants, ancora una volta ambientato a Belleville, Pennac riprenderà la trama di Aux fruits de la passion, modificandone la struttura per farne un vero e proprio romanzo. Autore di grande inventiva, popolarissimo in Francia e nel mondo, oltre che nelle opere di narrativa, Pennac si distingue anche nella saggistica. Comme un roman, pubblicato nel 1992, ne rappresenta l’esempio più importante. Nella sua “Carta dei diritti del lettore”, la parte forse più famosa e divertente del libro, sono da segnalare – tra gli altri – il diritto di non leggere; il diritto di saltare le pagine; il diritto di rileggere; il diritto di leggere qualsiasi cosa; il diritto di leggere ovunque; il diritto di spizzicare; il diritto di leggere a voce alta e il diritto di tacere.
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